
Ambra Angiolini a “Gq” rilascia una lunga intervista che percorre le tappe della sua vita: dagli albori della sua carriera fino all’attuale condizione, passando anche per il suo recente sbilanciamento in campo politico. Riguardo l’epoca di “Non è la Rai” si lascia trasportare con l’accenno di Gianni Boncompagni che nella carriera di Ambra ha significato molto: “All’inizio sono stata molto aiutata da Boncompagni, dalla sua traduzione, il suo disincanto, il suo cinismo sulla televisione. Lui diceva sempre: “Ma lo sai che noi non facciamo niente, questo è niente, e se no che facevi, lo struscio in via del Corso?” In fondo non è andata male. Ricordo che mi faceva leggere i giornali, c’era una violenza, non trovo altra parola: è drogata, è lolita, è la puttana bambina, è l’icona per i pedofili. La cosa che divertiva Gianni è che io in video sembravo così cinica, così pronta, e poi magari mi beccava in lacrime perché mi avevano sequestrato il motorino e non sapevo come dirlo a mia mamma. Ma io non ho mai ceduto al mischiare tutto, quando andavo via di lì la mia vita era un’altra cosa.” Sincere appaiono le dichiarazioni riguardanti la campagna elettorale a favore del centro sinistra condotta dalla Angiolini stessa: “Ho passato la vita a ripetere non vi dirò mai per chi voto. Quest’anno che invece l’ho detto a tutti e mi sono sbilanciata firmando il manifesto per Veltroni, ho fatto quasi una mia campagna elettorale, pur sapendo benissimo come andava a finire, morire se l’ha scritto qualcuno. Ma come? Ti dico una cosa che mi hai chiesto per diciannove anni, e ora che te la dico non la vuoi scrivere? È surreale.”
Tante sono state le battaglie di Ambra in campo sociale, dalla difesa del movimento gay e della legge 194, fino alla campagna di sollecitazione sull’uso del preservativo.
“Ah, no, su quello grandi premi e riconoscimenti. Anche se c’è sempre la Chiesa che storce un pò il naso sul mio nome, La cosa che mi disturba di questo integralismo è che un credente finisce con lo smettere di credere. Verrai punita, verrai massacrata, bruciata, giustiziata, insomma la solita storia.”

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